06.10.1010 - Indoor Air Quality e benessere psicofisico: percezione e aspettative degli italiani

In una ricerca BVA Doxa i dati sulla qualità dell’aria indoor e sul perché influisce positivamente sul benessere delle persone.

Milano, 6 ottobre 2020 – Daikin Italy, filiale italiana della multinazionale giapponese leader mondiale nei sistemi di climatizzazione e riscaldamento per applicazioni residenziali, commerciali e industriali, presenta i risultati di una ricerca di mercato di BVA Doxa finalizzata ad approfondire gli atteggiamenti degli italiani sull’attenzione alla qualità dell’aria, pilastro fondamentale del posizionamento di Daikin sul mercato.

L’attenzione degli italiani nei confronti della qualità dell’aria negli ambienti indoor ha avuto una forte crescita negli ultimi anni, inserendosi in un contesto generale di crescente importanza di tutti gli aspetti legati alla salubrità e al benessere nei luoghi in cui si vive, primi su tutti la casa e i luoghi di lavoro.

Il comfort e il benessere ambientale indoor, secondo gli italiani, derivano dalla combinazione di più elementi: maggiore comfort nell’ambiente vissuto quotidianamente (per il 73% degli intervistati), sia in termini di temperatura (65%), che di luminosità (60%) e rumorosità (57%), un adeguato livello di umidità dell’aria (33%) nonché, seppur in misura minore, l’arredamento esteticamente appagante della casa (21%); sono tutti elementi che si sommano e contribuiscono alla definizione del concetto di comfort, così dibattuto negli ultimi tempi.

Quanto sono attenti gli italiani alla qualità dell’aria negli ambienti chiusi?

La ricerca ha evidenziato che il 93% degli intervistati si dichiara attento alla qualità dell’aria all’interno della propria casa (di cui il 54% molto attento). Questa attenzione risulta in forte crescita rispetto al passato, con il 40% degli italiani che si considera più meticoloso rispetto a 3 anni fa.

Anche focalizzando l’analisi su chi lavora in ambienti chiusi, la ricerca mostra che per il 90% degli italiani è importante la salubrità dell’aria; anche in questo contesto la crescita di attenzione rispetto a 3 anni fa è molto forte (+49%).

Ciò nonostante, la soddisfazione delle persone sulla qualità dell’aria rimane un parametro da indagare: solo un italiano su tre si ritiene soddisfatto dell’aria nella propria abitazione e solo il 21% nel proprio ambiente di lavoro.

Come cambia il percepito sulla qualità dell’aria tra gli italiani?

La consapevolezza degli effetti negativi dovuti a una bassa qualità dell’aria negli ambienti chiusi si sta sempre più diffondendo fra gli italiani: il 56% ritiene infatti che l’aria indoor sia potenzialmente più inquinata e nociva rispetto a quella outdoor (44%).

Questo dato è fortemente correlato all’area di residenza: nelle grandi città per il 53% degli italiani prevale l’idea che sia l’aria esterna il vero pericolo, mentre nelle città medio-piccole e ancora di più nelle aree non urbane la situazione si capovolge (rispettivamente il 57% e il 64% degli italiani pensa che sia più inquinata l’aria indoor).

Il fattore ambientale incide dunque sulla percezione della qualità dell’aria: più di due italiani su tre collegano la purezza dell’aria al concetto di montagna, seguono mare (18%) e campagna (13%).

Quali sono i benefici che portano ad avere un’ottima qualità dell’aria indoor?

L’elevato livello di attenzione da parte degli intervistati trova riscontro nella vasta gamma di benefici che vengono riconosciuti come derivanti da una migliore qualità dell’aria negli ambienti chiusi.

Ai primi posti troviamo soprattutto benefici legati alla salute: riduzione di allergie, allergeni e acari, riduzione di batteri e virus presenti nell’aria, un migliore stato di salute generale e minore probabilità di contrarre influenze.

Seguono poi benefici legati al concetto di comfort e più in generale ad un miglioramento della qualità della vita: maggior benessere e relax, migliori prestazioni lavorative, miglioramento dell’umore e delle relazioni interpersonali.

Uno sguardo al futuro

Volgendo lo sguardo verso il futuro, è evidente come il miglioramento della qualità dell’aria degli ambienti indoor costituisca un obiettivo di forte interesse: un intervistato su due (56%) dichiara infatti che è intenzionato a prestare maggiore attenzione alla salubrità dell’aria negli ambienti chiusi.

Tra questi italiani è interessante sapere che:

·         il 64% ha tra i 45 e i 54 anni;

·         il 62% ha un titolo di studio alto;

·         il 62% dichiara che in famiglia c’è una persona che soffre di allergie;

·         il 61% vive in città con più di 100.000 abitanti.