Sala delle Cariatidi - Milano

Controllo del Clima per gli arazzi in mostra

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Daikin ha fornito il sistema progettato insieme al Politecnico di Milano per dotare del clima ideale la Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale a Milano in cui sono esposti venti arazzi medìcei del 1500

 

Una delle mostre più importanti che animano il periodo in cui Milano è sotto i riflettori del mondo intero per la kermesse di Expo è sicuramente “Il Principe dei Sogni. Giuseppe negli arazzi medicei di Pontormo e Bronzino” presso la Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale di Milano. La grande responsabilità per la conservazione della collezione dei 20 arazzi commissionati da Cosimo I de’ Medici tra il 1545 e il 1553, che descrivono alcune scene di vita del patriarca biblico Giuseppe, è stata affidata a Daikin, sponsor tecnico di Palazzo Reale, con la collaborazione del Dipartimento di Energia del Politecnico di Milano.

 

Opere d'arte imponenti ma fragili

La mostra, a cura di Louis Godart, permette di ammirare, per la prima volta dopo 150 anni, l’intera collezione che nel 1882 venne divisa per volere dei Savoia tra Firenze e il Palazzo del Quirinale. La mostra degli arazzi di Milano è l'occasione ideale per unire con un filo rosso il settore della climatizzazione di cui Daikin rappresenta una delle aziende leader e lo scopo per il quale, storicamente, venivano commissionate queste enormi tele tessute con maestria per riprodurre i disegni ideati da grandi maestri della pittura, in questo caso Pontormo e Bronzino.

Gli arazzi, infatti, venivano appesi alle pareti dei palazzi signorili per riscaldarne gli enormi ambienti e isolarli termicamente durante l'inverno e, nel caso fosse servito, potevano essere “smontati”, arrotolati e trasportati in un'altra residenza. Per garantire la corretta conservazione dei preziosi arazzi medìcei in mostra presso Palazzo Reale, il Comune di Milano ha individuato in Daikin il partner tecnico ideale che ha messo a fattore comune, grazie alla collaborazione con il Politecnico di Milano, competenze e tecnologie per disporre l'ottimale controllo del clima negli spazi espositivi. Gli arazzi necessitano infatti di condizioni ambientali controllate e di una distribuzione dell'aria attenta all’aspetto conservativo delle opere. 

 

Un progetto speciale testato in laboratorio 

La soluzione adottata consiste in un intervento temporaneo e uno definitivo. Il primo consiste nell’installazione di un sistema Daikin VRV IV che, grazie alla funzione VRT, è in grado di adeguare la temperatura di evaporazione delle unità interne al fine di variare la temperatura di uscita dell’aria. Dopo una serie di accurati test condotti presso il laboratorio del Politecnico di Milano si sono potute definire le caratteristiche del sistema di distribuzione dell’aria in ambiente, attività resa più semplice grazie alla decisione di utilizzare unità interne VRV dotate di ventilatore inverter. Il sistema VRV IV sarà interamente smontato e recuperato alla fine dell’evento. L’intervento definitivo consiste nella sostituzione dei fan-coil esistenti a servizio della sala, con altri di nuova generazione che saranno donati da Daikin Italy al Comune di Milano.

 

La progettazione della soluzione è stata affidata al Professore Cesare Maria Joppolo, ordinario presso il Dipartimento di Energia del Politecnico di Milano, e al suo team di Air Lab.

 

Quali sistemi sono stati destinati alla climatizzazione della Sala delle Cariatidi?

«Nella logica attuale vengono utilizzati tre impianti: l’impianto principale che abbiamo realizzato ad hoc, che si occupa di immettere l’aria dove ci sono gli arazzi e le persone, costituito da 12 macchine Daikin a espansione diretta; il sistema esistente di ventilazione e di ricambio dell'aria della sala che preleva e immette l'aria esterna nella sala, opportunamente trattata, attraverso dei fori nel soffitto e in particolare nel plafone; il terzo impianto costituito dai fan coil che verranno utilizzati solo in casi particolari. Infatti, durante la mostra funzioneranno le macchine per l’aria primaria lanciata dal soffitto e le macchine che immettono l’aria sul pavimento. Solo nel caso in cui ci sarà bisogno di più potenza verrà attivato anche il terzo sistema. Sostanzialmente, il sistema VRV Daikin integra le condizioni di fondo create dall’impianto esistente».

 

Quali sono le peculiarità dell'impianto realizzato?

«Le macchine utilizzate sono canalizzabili di serie, che normalmente vengono messe nei controsoffitti per espellere l'aria dall’alto. In questo caso le macchine sono state posizionate sul pavimento, customerizzate con dei diffusori fatti su misura che immettono aria nella parte bassa del locale.

Questo perché l’impianto esistente, oltre che essere insufficiente per il fabbisogno richiesto, avrebbe espulso aria sul retro dell’ambiente in cui sono stati allestiti gli arazzi. In pratica questo tipo di impianto ci permette di prelevare l’aria dall'esterno tramite le macchine poste nell’interstizio tra la parete e le strutture sulle quali sono appesi gli arazzi. L'aria viene trattata attraverso il canotto di collegamento e infine diretta verso l'interno della sala per essere distribuita sul pavimento. Le bocche sono state posizionate al di sotto di una pedana, dotate di alette per dirigere l’aria e mascherate da un pannello di chiusura che ha sia una funzione estetica che di ottimizzazione del funzionamento del diffusore».

 

Con quali finalità è stato progettato il metodo di diffusione dell'aria?

«Il sistema è stato progettato per coprire l'intera superficie disponibile. Le opere sono appese a dei pannelli che fanno il giro della sala, quindi bisognava coprire il perimetro espositivo e immettere aria a una velocità sufficientemente bassa in modo da rispettare i canoni richiesti per la consenservazione degli arazzi e a una temperatura compatibile con il meccanismo di funzionamento. Normalmente l’aria si lancia dall’alto a velocità abbastanza alta in modo che si rimescoli bene con l’aria in ambiente, così che quando arriva in basso non dia fastidio. Questo è il tipo di funzionamento del 98% degli impianti che utilizzano questo tipo di macchine.

Nei casi rimanenti gli stessi impianti sono realizzati in modo che l’aria venga immessa nella parte bassa dei locali. Queste ultime sono realizzazioni più delicate perché l'aria fredda, immessa nella parte bassa del locale, tende a scorrere come un liquido sul pavimento e a risalire per convezione naturale quando trova tutto ciò che è caldo, come ad esempio fonti luminose o persone, creando un moto ascendente dell’aria che la fa andare in alto per essere successivamente ripresa dietro le quinte. Velocità, portata e geometria sono le variabili di cui abbiamo tenuto conto per ottenere l'ideale orientamento dell’aria, coprire l'ampiezza maggiore, alla velocità giusta. Per questo abbiamo progettato i diffusori in modo tale che distribuissero l'aria partendo dai punti disponibili, non occupati da travi e strutture di allestimento.

Inoltre, dato che le macchine hanno un passo di 4 metri, abbiamo dovuto progettare un sistema che da quelle macchine riuscisse a portare l’aria su una superficie della stessa ampiezza, olte che dirigere l’aria e orientare le alette in modo che sulla griglia frontale arrivasse la portata desiderata». 

 

Come è successo che un professore del Dipartimento di Energia del Politecnico sia stato coinvolto nella progettazione della soluzione impiantistica e di climatizzazione di una mostra?

«Sono direttore del laboratorio “Climate and Energy for Cultural Heritage”, un laboratorio interdipartimentale tra il mio dipartimento e un dipartimento di architettura di restauro, che si occupa di aspetti energetici e di controllo delle condizioni ambientali per la conservazione delle opere d’arte, mentre il mio settore scientifico disciplinare si occupa di fisica tecnica ambientale.

Il motivo per cui siamo stati coinvolti si spiega per questa nostra attenzione verso i beni culturali e perché ci occupiamo di fisica dell’aria, di controllo delle condizioni ambientali, di contaminazione e di controllo di temperature, che costituiscono variabili che hanno effetto sulle opere d’arte. A questo scopo sono stati realizzati alcuni test presso l'Air Lab del Politecnico per verificare la ventilazione e la diffusione dell'aria. Presso la Sala delle Cariatidi faremo misure con anemometri e fumogeni per controllare il comportamento del sistema durante la diffusione di aria fredda».